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Roberto Riccio, l’edicolante speciale chiede comprensione per sconfiggere l’autismo

Far leva sulla comprensione della clientela, di una MybellaNapoli sempre disponibile, è la speranza della famiglia del mitico giornalaio Roberto Riccio, che si presenta, nella sua edicola nel quartiere Soccavo, a via Piave, così alla clientela: “Buongiorno, mi chiamo Roberto, sono il vostro giornalaio. Ho l’autismo vi chiedo di essere pazienti e di darmi un pò di tempo. Impareremo a conoscerci meglio e questo mi aiuterà a servirvi meglio.”. Tutto ciò è per volontà dei genitori, che venendo a conoscenza delle difficoltà nell’attivazione, che con il lavoro deve esserci per forza, e nel socializzare che il figlio incontra e potrebbe incontrare e nel crearsi un ruolo in società, e vivere a pieno, hanno deciso di aprirgli la suddetta edicola, con la speranza di offrire in primis una prospettiva lavorativa nel futuro, affinché anche lui abbia un ruolo in società e distrugga le barriere che l’alienazione dalla società, insita nel deficit, si amplifica con un contesto lavorativo che egoisticamente volta le spalle a chi soffre o a chi ha difficoltà non rispecchiando i canoni che si impongono per essere accettati in essa. Quindi questi magnifici genitori hanno voluto evitare che al figlio gli si amplificasse questa problematica, rischiando di essere messo da parte dalla società, quindi incentivandolo al confronto con essa per cui gli hanno aperto questa edicola, affinché riuscisse a sconfiggere le barriere confidenziali che la malattia gli impone, mutandogli anche la posizione, giacché titolare dell’edicola è lui il capo e colui che comanda. L’aspetto di dover essere lui il capo non limita la bellezza di quest’attività che mostra come tra clienti e giornalaio c’è un’ottima sincronia, i primi con il tempo sono riusciti a comprendere le difficoltà del ragazzo e con buon cuore, tipico dei cittadini della città, hanno deciso di diventare fedeli clienti dell’attività, riuscendo a concretizzare la speranza dei genitori, che con l’edicola hanno spinto il figlio, nonostante la difficoltà nel rapportarsi con terze persone, a superare tali difficoltà ma soprattutto facendo affidamento sul buon cuore dei cittadini di una sempre benevola MybellaNapoli, le quali si sono sempre poste con giusti e leciti comportamenti, rispettando le difficoltà del ragazzo, favorendone l’integrazione sociale. Infatti il padre dichiara ai microfoni di colleghi: “Spero che serva a far capire alle persone che vivere insieme si può, basta predisporsi all’ascolto. Quel che ci interessa non sono i margini di guadagno dell’edicola, che oggi sono evidentemente bassi, ma la crescita dell’autonomia relazionale di nostro figlio, che cresce a vista d’occhio”.

 

 

 

 

Eugenio Fiorentino