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Quando la giusta gestione ancelottiana delle risorse fisiche permette una bella Napoli anche nel calcio

Di Eugenio Fiorentino. Si diventa top player in panca quando si ha una visione completa della rosa, e Mr. Champions League, Carlo Ancelotti, non procede sempre con i fedelissimi come il predecessore Maurizio Sarri. Così agendo riesce a dare un giusto riposo a tutti, non snaturando i campioni che il Napoli ha in rosa, infatti esempio lampante è lo schieramento di chi arrivò come talento, Marco Rog, ma poi perdutosi per un non giusto utilizzo, ma ciò che conta è il dato che finalmente può giocare nel suo ruolo e poter esprimere tutto quello che di buono, ed oltre, può nel calcio.

La gestione ancelottiana permette di ritrovare anche Milik come faro dell’attacco affiancato dall’insostituibile Mertens, quest’ultimo potrà ben gestirsi nell’arco della stagione non avendo il peso unico dell’attacco. Anche perché il Dio del calcio, che in Ancelotti ha messo un po’ di suo, prevede un attacco con DUE PUNTE! O almeno con una ed un’altra che gli giri intorno per inventare, esprimendo lo stesso bel calcio.

La my bella Napoli calcistica, finalmente l’ abbiamo ottenuta quando alla già discreta qualità sarriana, il buon Carletto ha aggiunto la quantità e l’esperienza, che garantisce la crescita calcistica di chi arriva come prodigio e poi deve confermarsi tale. Discorso che vale sia per M. Rog, ritrovato il biglietto da visita con cui è arrivato, ed anche per Diawara che giustamente  non può avere il posto da titolare fisso, contendendolo a moto perpetuo Allan, ma il giusto turn-over messo in atto dal top player in squadra fa giocare e ben esprimere tutti. Ecco la formazione azzurra che scende in campo con un 4-4-2:

Karnezis – Malcuit, Maksimovic, Koulibaly, Hysaj – Callejon, Rog, Diawara, Zielinski – Mertens, Milik