NewProject Dinamo Keller, fusione insegnante giusti valori sociali e calcistici
15 Ottobre 2018
Derby del sole: Napoli VS Roma, bellezza e compostezza calcistica
28 Ottobre 2018

My Bella Napoli è soprattutto nostra se difendessimo i sapori culinari

Di Eugenio Fiorentino. L’essere radicati nelle proprie tradizioni è un aspetto davvero importante nella città di Napoli creando il vero concetto, per qualsiasi cittadino, di My Bella Napoli, perché se questo concetto resta forte nel cuore di qualsiasi cittadino, si può aspirare a un cambiamento in positivo. Il tipico abitante napoletano, dai veri sentimenti patriottici, che non lo dimostra solo ripetendo slogan o canticchiando inni indipendentisti, ma lo dimostra con i fatti reali e concreti anche nel commercio cittadino. Infatti, se le monomarche dell’abbigliamento elegante, sportivo e dei gioielli distruggono, tagliando le gambe e soprattutto la clientela ad umili, modesti, legali e semplici commercianti utilizzando offerte impareggiabili, nel risparmio, da chi deve necessariamente aver sotto controllo le proprie tasche, perché purtroppo in quel settore i gestori dei negozi, sono semplici esponenti di una catena in franchising, per cui interessa solo trarre guadagno, talvolta minimizzando le spese gestionali e nel caso del commercio alimentare d’acquisto di materia prima, cosicché si offre un servizio inizialmente profittevole, dato che per mangiare con piccola spesa, qualsiasi cittadino è spinto a dirigersi in loco per acquistare il prodotto.

Questo per fortuna è un problema che tange poco l’ormai diventata Nostra bella Napoli, giacché il napoletano è per conto suo un cittadino amante del buon cibo, e soprattutto, del proprio. Ecco perché semplicemente passeggiando in giro per la nostra bella ed anche buona città, riusciamo ad imbatterci in un piccolo negozietto che possa offrire le gustosità napoletane in tutto il loro sapore. A testimonianza di ciò è rilevante la diminuzione di una delle catene più importanti del fast food, in altre parole il McDonald. Come lui tante altre catene sono in diminuzione e non riescono a svilupparsi nella nostra bella Napoli. Esempio lampante degli ultimi anni è la catena offrente patatine fritte in qualsiasi modo pensabile, che ha avuto successo solo agli inizi perché rappresentante una novità, per poi essere soppressa dalle botteghe offrenti una frittura mista puramente napoletana lasciando passare le inflessioni dello zio Sam. Non solo gli americani escono sconfitti dal voler colonizzare Napoli con le proprie specialità culinarie. Anche il Medio Oriente ha provato facendo conoscere il sapore del proprio doner kebab, ma sia per il cattivo odore rilasciante che per la pesantezza che causa nello stomaco e per terminare con la malsanità che porta con se, anche queste botteghe sono surclassate da chi offre semplici e gustosi pezzi di frittura all’italiana o tranci di pizza al taglio, soprattutto la nostra pizza rotonda, dove ormai una grande scuola di pizzaioli riesce ad offrire in più tipologie e gusti, perché la regina della pizza è la Margherita, ma soprattutto una fritta o un calzone al forno hanno il loro perché; senza disdegnare l’inventiva degli artisti pizzaioli che riescono a mischiare tanti gusti sulla pizza creando un’estasi di piacere per le papille gustative di tutti,  e tante altre gustosità nostrane andanti dai complessi primi piatti costruiti su più sfoglie di pasta o semplicemente unendo la nostra pasta ad altri sapori della nostra terra ed acqua.

Ma questo perché al vero napoletano amante del gusto in cucina, interessa più mangiare a soddisfazione seduto al tavolo, rinnegando un po’ i take away, soprattutto se esteri, almeno nel salato, in cui è meglio sedersi e gustare, mentre per il dolce sarebbe più facile e consono un compra, mangia e fuggi, Ecco che per fortuna, nel salato Napoli non è solo pizza, ma anche tanto mare, quindi anche la nostra delicatissima pasta, che cotta e condita con un filo d’olio nostrano, per poi essere saltata in padella con i “frutti di mare” per insaporire il tutto, aggiungendo quel tocco di magico che riesce a dare un pizzico di origano. Ciò è solo riguardo il salato, anche nel dolce vogliamo dire la nostra, così se gli americani ci portano qui dei loro prodotti, come le donuts, o le torte bakery, il napoletano verace risponde a colpi di babà, pastiere, zeppole, sfogliatelle, struffoli, bignè ed altri dolci in qualsiasi dimensione, quasi volente esporre: “Napoli è terra mia, le delizio ed addolcisco io il palato!” E soprattutto si riesce ad offrire tanta varietà in ogni settore del cucinato e mini settore degli stessi, basti pensare al dolce che come detto offre vasta scelta, ma anche il salato, che come maggiore esponente riscontra la pizza, ma anche il pane napoletano ha il suo perché, basti pensare alla zona dei decumani che seppur popolare, oltre ad offrire pizza con altolocati esponenti, si contraddistingue anche con l’arte dei panettieri. Il tutto offrente ai vicoli stretti del quartiere in cui regge un pesante odore d’umidità, un piacevole odore di pane cotto e di tante pizze appena sfornate. Napoli è anche pasta, infatti basti pensare al detto denigratorio: “Napoli = pasta, pane, pizza e mandolino”, pura invidia.

Nella città della dea Parthenope non c’è franchising alimentare che tenga, i prodotti nostrani hanno sempre la meglio. E c’è tanto altro da crogiolarsi nell’essere napoletano. Lo scopriremo nelle prossime puntate di “Napoli può sempre dire la sua” e non surclassare gli altri nelle sfide, ma traendo da loro più inventiva per migliorare i propri prodotti, che vi elencheremo nelle prossime puntate, in cui vi spiegheremo come la Cultura di una bella Napoli accetta sfide e sconfigge!

(Si ringrazia per le immagini “Arcate bistrot Bovio“)