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L’amica geniale con Lila e Lenù diventa murales per il riscatto sociale

Di Francesca Amatruda. Via Beato Leonardo Murialdo, 7: è l’indirizzo per raggiungere la Biblioteca Popolare Giulio Andreoli del Rione Luzzatti, la cui fama le è data per essere il luogo in cui Elena Ferrante ha steso le righe del romanzo “L’amica geniale” e che oggi si adorna di uno splendido murales ispirato alle figure di Lila e Lenù, fortificando l’idea dei veri abitanti napoletani appartenenti alla my bella Napoli, da sempre, quando si lottava con le avversità della vita e si sperava di vedere il prossimo giorno. Ecco perché la semplicità va sempre espressa tramite gente umile con poche pretese che abita un quartiere popolare con le sue difficoltà, ma che poco a poco respira aria di cambiamento, di solidarietà in cui tutti a cuore aperto si considerano parenti, amici e fratelli.

È proprio la Biblioteca Popolare, come ai tempi di Elena Ferrante, quale luogo di ritrovo, a riunire vicendevolmente chi la vive e quotidianamente che, in pieno spirito di solidarietà e con massima espressività, cerca di migliorare e soprattutto ambire a migliorarsi insieme. “Tale murales è un gesto simbolico” ha spiegato il presidente della Regione De Luca che insieme agli assessori all’Istruzione ha, non solo, promosso l’iniziativa nell’area della Quarta Municipalità di Napoli, ma preso parte all’inaugurazione dell’opera sostenuta dalla fondazione Polis per incoraggiare la scoperta dei luoghi de L’amica Geniale, per dimostrare ciò che veramente voleva dimostrare lo sceneggiato. Infatti citando ancora il presidente della Regione, possiamo capire l’importanza di un luogo, nato in realtà per uno scambio culturale per cercare di proporre equità tra tutti i ragazzi della città, basta solo che ogni ragazzo, non dando importanza alla classe sociale, deve avere un’opportunità. Tralasciando nostre interpretazioni diamo spazio alle parole effettive: “Con quest’opera riportiamo attenzione su un territorio che sta già diventando un’attrattiva turistica importante” dimostrando come il luogo sia proposto allo scambio culturale anche ai tempi odierni un po’ come 70 anni fa offre un’opportunità ai ragazzi incoraggiandoli a vedere nella cultura “la barriera più forte contro il degrado” aggiunge, muovendo tutti verso il riscatto sociale. Ciò è quello che si viveva presso la biblioteca popolare è, sicuramente, ravvisabile anche dai libri di un altro noto scrittore del posto Maurizio Pagano che, con Francesco Russo, nella stesura de “I luoghi dell’amica geniale” ha incrociato la narrazione della Ferrante con la realtà, raccontando in prima persona le storie di chi è riuscito a riscattarsi e ricco di spirito di intraprendenza coinvolga i ragazzi i sempre più nuove opportunità.

Insomma, la creatività urbana, incoraggiata anche da altre municipalità, per merito di associazioni e cittadini rappresenta oggi, nel territorio napoletano, il simbolo di un riscatto culturale, turistico e generazionale; perché in fondo si sa, Napoli ha da sempre presentato una forte vena artistica, poetica e creativa nei panni dei suoi cittadini e dimostra che l’essere spalla a spalla anche nell’opera deve invitare a una maggiore fratellanza ed amicizia nonostante i tempi moderni spingano ad altro bisogna essere con chiunque un amico geniale, per ambire al fatidico riscatto sociale.