Al Centro Clinico Nemo dell’ospedale Monaldi nella mybellaNapoli c’è assistenza per malati neuromuscolari
30 Ottobre 2019
Oggi 2 Novembre: “‘A morte ò ssaje ched’è? … E’ una livella!”
2 Novembre 2019

Il torrone dei morti: un’antica tradizione

Di Mybellanapoli, Quel che si celebra in Italia nel cosiddetto “Giorno dei Morti” è, per certi versi, una ricorrenza molto simile ad Halloween, tant’è che cade anche in un giorno molto vicino al 31 Ottobre: siamo, infatti, in quella che, per gli italiani, è una vera e propria festività da celebrare il 2 Novembre, esattamente un giorno dopo la ricorrenza di Ognissanti.
Nell’antichità si narra che “i contadini di molti paesi cattolici credono che quella notte i morti tornino nelle loro case precedenti e si cibino degli alimenti dei vivi“; si celebrano, insomma, le anime dei defunti come se, per una notte, fossero in grado di tornare in vita e addirittura cibarsi di quello che viene loro lasciato a disposizione.
Questa credenza ha fatto in modo, quindi, che le donne del popolo si ingegnassero in nuove ricette, realizzate con gli ingredienti del momento, per accontentare i vivi e non solo. Ed ecco come sono nati quelli definiti come “i dolci dei morti“.
Questa ricorrenza è volta a festeggiare una sorta di ritorno dei defunti tra i vivi: un modo per ricordare con più calore i propri cari scomparsi.

Quello che a Napoli è definito “torrone dei morti” è un dolciume morbido, lungo dai 50 ai 70 cm, venduto a pezzi, e a peso, in tantissime botteghe e piccoli store all’aperto, disseminati lungo le strade della città. La forma è, praticamente sempre, un parallepipedo, una sorta, se vogliamo, di cassa da morto in miniatura, dato anche il richiamo al colore del legno ottenuto attraverso la base di cioccolato.

Questo tipo di torrone si differenza da quello classico per gli ingredienti: qui non c’è miele, ma cacao, e reso più goloso da nocciole, frutta secca o candita, chicchi di caffè, mandorle, riso soffiato e tantissimi altri ingredienti, preferibilmente autunnali, ma anche più esotici ed estivi, come il cocco.

A Napoli  è impossibile non acquistarne anche solo un piccolo quantitativo, a simbolo della festività più particolare dell’intero calendario italiano; d’altro canto, tra storie di Dracula, vampiri e fantasmi ( la leggenda della bambina fantasma che riguarda il Gran Caffè Gambrinus),la città partenopea è, sin dalle sue origini, una grande evocatrice di tradizioni storiche esoteriche.