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Don Fabio De Luca permette alla sua Chiesa di diventare Santuario Diocesano

Di Eugenio Fiorentino. Un’opera missionaria che si è sempre preposta la Chiesa è quella di aiutare i giovani. Così a Quarto in provincia di Napoli, Don Fabio De Luca  già noto per il Suo ruolo da Cappellano al carcere minorile di Nisida, ora anche Parroco della Chiesa Maria Regina della Pace, si è attivato affinché chi facesse parte della sua Diocesi non si perdesse e che fosse sempre attivo socialmente, in modo tale da non intraprendere sbagliati sentieri di vita. Storicamente la comunità è sempre stata un centro di raccolta per giovani in difficoltà, come chi provenisse da trascorsi burrascosi o da un’esperienza carceraria. Per cui in ottica cattolica, cristiana ed umana c’è bisogno di recuperare questa gioventù finché ancora possibile.

Purtroppo quando si entra a far parte di questa comunità lo spirito è già segnato, ma con misericordia, carità, bontà ed educazione, si prova a dare delle seconde occasioni a chi ha rischiato di perdere la retta via ed altro.

Un aspetto importante, per il giusto recupero del sentiero di vita, è il voler offrire la giusta educazione, infatti si agisce subito sulle famiglie instradando i più piccoli, insegnando e trasmettendo loro i puri bisogni di giustiziavitasperanza, ovviamente si agisce anche nel concreto, per cui degne di nota sono le attività di laboratori che instradino chiunque ad intraprendere esperienze lavorative legali. Per cui importante è anche l’azione di supporto psicologico del centro, che si promette, oltre le suddette offerte, di aiutare i ragazzi a mettere da parte i trascorsi negativi, e magari, attivandosi in tante altre azioni positive, magari anche lavorative per costruirsi un vero futuro, e non solo imparare la solidarietà cristiana prima e sociale poi. Il centro promette e conferma di essere il giusto supporto, pensato dalla Chiesa di Pozzuoli, come mezzo per minori.

L’idea è che la Chiesa, per Don Fabio già forte delle sue esperienze passate con i giovani, diventi lo strumento non solo per liberarsi dai peccati ed immettersi metafisicamente in una vita migliore, ma che lo sia anche in aspetto pratico, ecco perchè il parroco, che si può seguire anche tramite social, dalle sue pagine, spesso lancia inviti di aggregazione, affinché ci si unisca tutti nel diventare un’unica famiglia ecclesiastica, tramite condivisione, carità, bontà d’animo e soprattutto solidarietà!

Tutte queste belle azioni e volontà hanno portato alla decisione dello scorso 2 giugno, emessa tramite un provvedimento, che permette alla Chiesa questa domenica, con una solenne celebrazione eucaristica, di diventare un Santuario Diocesano. Importanti le parole di Don Fabio che ha ben spiegato cosa vuole essere questo progetto: ” Si tratta di un progetto ampio che va oltre le persone e il tempo che è in continuo divenire.” Fondamentale è il concetto di divenire, perchè Don Fabio spera che con la Sua azione ci possa essere un futuro per tutti i giovani abbracciati dalla Sua opera. Questa non si limita solo alla parrocchia, la Sua immensa devozione nell’aiutare i giovani, gli comporta tanti impegni con i giovani ragazzi del carcere minorile di Nisida. Diventare Prete significa dedicarsi anima e corpo alla Chiesa, essendone appunto devoti, talvolta così lo si è sempre, come Don Fabio Devoto sia alla Sua religione che al voler aiutare i giovani in difficoltà, per avvicinarsi loro permette alla Propria Chiesa di essere raggiunta sempre ed in maniera semplice per tutti.

Il Suo costante lavoro ed il Suo voler utilizzare tempo per il prossimo, saranno premiati con il riconoscimento all’amata parrocchia come Santuario mariano, domenica 9 giugno alle 19:30.