Non solo Universiadi, ecco altri fondi per le cure della mybellaNapoli
17 luglio 2019
Gli studenti del Sud stracciano quelli del Nord
24 luglio 2019

Così parlò… Luciano De Crescenzo per la sua MybellaNapoli. Patrimonio cittadino

Di Fabiana Di MartinoArrivati, purtroppo, alle ultime fasi di una dura malattia,  si è spento a 90 anni, il 18 luglio 2019 al Policlinico Gemelli di Roma, in ospedale Luciano De Crescenzo, tra i suoi cari, una colonna portante del panorama artistico della MybellaNapoli, quindi anche un patrimonio cittadino.

Luciano De Crescenzo non va ricordato solo come attore, regista e scrittore bensì come una vera icona del concetto di “Essere Napoletano”, che per molti è rappresentato, in maniera semplicistica, come vivere alla giornata, avere sempre un pensiero positivo anche in una giornata infelice, ridere ugualmente e far sorridere il prossimo.

Ma il napoletano verace, del poliedrico personaggio, non è solo questo è anche avere dedizione nelle proprie passioni, vivere con spirito di ottimismo per affrontare la vita.

Sarà forse il suo aver condotto una vita apparentemente “normale”, lavorando nella ditta di guantai di famiglia e poi conseguendo la laurea in ingegneria idraulica che ha potuto comprendere quello che a Napoli si definisce “l’arte dell’arrangiarsi” .

Totalmente innamorato della sua città e del calore che emana al punto che l’autore decide di incidere su pellicole varie scene di vita quotidiana di un quartiere napoletano.

Si è sempre i meridionali di qualcuno”, citando una sua famosa espressione detta nel proprio film “Così parlò Bellavista”, in cui De Crescenzo recitava il ruolo  del professore Gennaro Bellavista, esplicando il concetto che allude alle caratteristiche dell’uomo tipico del sud, che lo contraddistingue per la sua vivacità e modi di gesticolare. Un messaggio che velatamente nasconde rivalsa nei confronti di chi, per volontà loro, reputiamo “diversi da noi” .

De Crescenzo, questo concetto denigratorio di diversità, non lo ha mai accettato, per cui ha invitato a riflettere sull’etimologia della parola stessa, meridionale, usata per esprimere la disposizione longitudinale di una determinata zona; osservando che geograficamente, più paesi sono disposti in tal modo e che quindi ogni paese, città, può essere a Sud di un’altra, il che ci rende tutti uguali.

Oltre alla Scrittura ed al Cinema, De Crescenzo, autore poliedrico afferma di avere un enorme passione per la Musica Jazz alla quale avrebbe desiderato dare più spazio non solo ascoltandola o commentandola bensì divulgandola e promuovendola anche in televisione, dedicandole un intero programma.

Era un uomo che non sopportava la fretta, il dover frazionare il tempo da dedicare a qualcuno o qualcosa, lo faceva sentire nervoso e credeva che la fretta fosse in grado di smorzare la felicità.

Non a caso il concetto del tempo ricorre in quasi tutte le sue opere, ricordiamo infatti che nel 1998, con l’opera “Il tempo e la felicità” edita da Mondadori, vinse il Premio Cimitile.

Luciano De Crescenzo saluta la mybellaNapoli e i suoi abitanti, resterà nella memoria di tutti per il suo modo di fare, cordialmente elegante e sincero.