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Carnevale a Napoli: gran ballo settecentesco al Teatro Posillipo!

Siamo ormai alla quarta edizione del meraviglioso evento “Carnevale Settecentesco Napoletano”, un progetto lanciato quattro anni fa dall’associazione “Travelers and the City” in collaborazione con “Visit Naples” la guida online della città. Un Gran Ballo in costume per immergersi completamente nella magica atmosfera del ‘700, l’evento che negli anni ha unito locali e turisti in emozionanti viaggi nella Napoli di Goethe e Carlo di Borbone. La IV edizione del “Carnevale Settecentesco Napoletano” si terrà il 22 Febbraio, quest’anno avrà come tema il “settecento piumato” e sarà articolata in due momenti: la Cena Settecentesca con start dalle ore 19:00 ed il Gran Ballo Settecentesco con start dalle ore 23:00. Dopo lo straordinario successo della scorsa edizione, è stata riconfermata come location il Teatro Posillipo. La location sarà completamente ricostruita con ambientazioni dell’epoca, spettacoli dal vivo, performers internazionali e con l’aggiunta di istallazioni digitali che condurranno gli ospiti attraverso un vero viaggio nel 1700. Sarà necessario rispettare una condizione: l’abito settecentesco. In alternativa smoking e mascherina per l’uomo, abito lungo da sera e mascherina per la donna.

Il settecento era infatti il secolo dei salotti ed il Carnevale, era considerato una delle feste maggiormente sentite dall’aristocrazia napoletana. Era infatti impensabile all’epoca spostarsi a Venezia, tutto il Sud si dava appuntamento nella capitale, Napoli, che per l’occasione diventava un tripudio di colori e suoni, vicoli che si popolavano di stranieri ed artisti, grandi balli in maschera e donne in abiti sfarzosi.

La Cena Settecentesca sarà riservata esclusivamente a 300 ospiti, che potranno trattenersi anche per il Gran Ballo. I gentili Signori e Signore verranno accolti dai maggiordomi per riporre in custodia i soprabiti, ed attesi nel salone per il brindisi di benvenuto a base di Spumante. In una magica e surreale atmosfera di festa, gli ospiti potranno godere di una selezione di vini campani ed assaporare le pietanze settecentesche studiate ed elaborate appositamente per l’occasione da un team di chef partenopei.

Il Gran Ballo Settecentesco invece avrà inizio dalle ore 23:00, quando tra performers, live show, spettacoli interattivi, attori teatrali ed artisti burlesque, gli ospiti proveranno davvero l’emozione di trovarsi 300 anni indietro nella storia.

Durante lo svolgersi dell’evento, ad una giuria artistica il compito di valutare tra gli ospiti, gli abiti storici più belli. In palio prestigiosi premi. La cerimonia proseguirà in chiave contemporanea con l’ingresso in consolle dei deejay ed il via alle pittoresche danze nel grande salone.

La festa del Carnevale ha origini molto antiche e nella storia di Napoli ha sempre avuto una grande importanza. Nel diciottesimo secolo, infatti, il re Carlo di Borbone organizzava grandi festeggiamenti in tutta la città, molto attesi dal popolo e dalla nobiltà.

A Napoli il giorno di Sant’Antuono (Sant’Antonio Abate, 17 gennaio) segnava l’ingresso di Carnevale e in questa occasione si dava fuoco a cataste di roba vecchia.

Il marchese Giovan Battista del Tufo in una sua opera racconta che nel XVI secolo, il travestirsi era una festa esclusiva di nobili cavalieri, delle dame, duchesse e di tutta l’alta aristocrazia napoletana, che partecipava ai tornei, ai balli e ai ricevimenti pomposi della Corte Aragonese. Ma attorno al 1600 qualcosa iniziò a mutare: le mascherate avevano affascinato anche la plebe. Quindi il Carnevale antico di Napoli era caratterizzato da questa duplice faccia: una nobile, dei sovrani, delle autorità ecclesiastiche e l’altra popolana e più privata. Il periodo più glorioso per il Carnevale fu con i Borbone, infatti veniva festeggiato con sfilate, mascherate, carri allegorici sfarzosi, addobbati in occasione della festa di Piedigrotta. Questi carri erano arricchiti con vivande, cibo, salumi e formaggi e spesso erano preda di violenti saccheggi da parte dell’affamato popolo napoletano. Siccome il saccheggio dei carri provocava spesso dei gravissimi incidenti, nel 1746 re Carlo di Borbone stabilì che i carri–cuccagna, invece di attraversare le strade cittadine, dovevano essere allestiti nel largo di Palazzo e che fossero guardati a vista da truppe armate fino all’inizio dei festeggiamenti.