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Banco di Napoli presente nella cordata bancaria di Intesa San Paolo

Di Eugenio Fiorentino. La ripresa effettiva di una città avviene quando le più alte cariche nazionali hanno in considerazione alcune parti fondamentali di questa. Perciò oltre il calcio, la my bella Napoli può fregiarsi di avere un altro organico al top della nazione, con il proprio servizio bancario, per l’appunto il Banco di Napoli, che è stato scelto per essere incorporato al gruppo di Banca Intesa. Questa opzione, firmata il 26 novembre, non è stata ben accolta dalla popolazione, che il giorno seguente, con il comitato “Salviamo il Banco di Napoli” si era riunita in protesta, sperando di cambiare il corso degli eventi, ovviamente solo per speranze personali giacché fondendosi le filiali diminuiranno le possibilità di lavoro per gran parte della popolazione, ma bisogna mirare al bene collettivo giacché la città ne beneficerà, leggendo ciò che garantisce il senatore a vita Giorgio Napolitano, ovvero che: La piena integrazione, già in atto da tempo, del Banco di Napoli nella struttura di Banca Intesa San Paolo ha risposto a esigenze incontestabili di razionalità ed efficienza.

Nel momento in cui si è ritenuto che il soddisfacimento di tali esigenze, in un ambiente molto difficile per l’intero sistema bancario italiano, si debba spingere fino al punto di cancellare, almeno sul piano giuridico-formale, lo storico istituto di credito del Mezzogiorno, non posso non esprimere rammarico e preoccupazione.– continua il Presidente – Ritengo che si debba rendere omaggio alla storia del Banco, che ha costituito una grande realtà rappresentativa dei ceti produttivi e del popolo dei risparmiatori delle regioni meridionali, dando – pur tra non pochi alti e bassi – contributi essenziali nel contrastare lo squilibrio tra Nord e Sud, ovvero la principale tara dello sviluppo nazionale.

Non vorrei che questo doloroso commiato riflettesse un successivo indebolimento dell’attenzione e della comprensione, a livello nazionale, per gli attuali ancor oggi così gravi problemi di Napoli e del Mezzogiorno”, termina il senatore a vita Giorgio Napolitano. Il voler rendere omaggio proposto consiste nel voler far accettare lo scotto di annettersi ad altre realtà bancarie di tutta Italia, ma raggiungendo livelli alti tra le top ten in Italia, anche contro avversari più quotati, ma la forza, testimoniata negli anni, del Banco di Napoli ha permesso questa classifica, almeno nelle prime posizioni.

Non è questa la classifica totale, poiché dopo queste tante banche si trovano anche tantissime altre società finanziarie. Quindi ogni cittadino napoletano deve essere fiero della banca cittadina riguardo alla posizione raggiunta. Non solo per la posizione ma anche perché si fa parte di questa grandissima cordata. Purtroppo c’è un grande rischio riguardo questa grande fusione, ovvero che diminuiranno le occasioni diminuendo consequenzialmente  i posti liberi, dato che appunto anche molte sedi, causa la vicinanza tra altre ormai simili cesseranno di esistere, a tal punto è opinabile il mio articolo di celebrazione, ma bisogna non accettare questa negativa visione, giacché si deve gioire dell’importante partecipazione di Napoli, con il proprio organo bancario, a questo grande progetto di quasi rinascita economica.

La fusione ha tanti altri risvolti positivi, non solo economici, anche di conquista di territorio nazionale, infatti con l’appoggio della banca capogruppo, adesso il Banco di Napoli andrà alla conquista del Italia aprendo con l’appoggio della società capogruppo vari filiali in tutta Italia, rispondendo con veemenza come la my bella Napoli, anche la bancaria, può dire la sua in Italia, anche al nord. Non curando puramente un aspetto economico, non vi elenchiamo tutti i benefici economici di tale fusione, ma l’offerta di questo grande piano industriale offerto dalla cordata creatasi, migliorerà il piano economico cittadino ed anche nazionale. La grande “Intesa” ha anche permesso al Banco di Napoli di rimanere anche la banca ufficiale a Montecitorio, dei deputati, non cosa da poco.